Video. Shara lancia Il Bacio del Risveglio: “Canto il rinascimento napoletano e il riscatto”

 

Un brano carico di sentimento e radici, di passione e riscossa. Si tratta del nuovo progetto di Shara, la cantautrice partenopea che sabato mattina ha presentato al Pan di Napoli il suo nuovo videoclip. Il bacio del risveglio” , che ha avuto il patrocinio morale del Comune di Napoli, è un viaggio negli angoli della città in cui il tempo si è fermato e ha incontrato l’arte. E poi, la vibrazione onirica.

Un viaggio che, tuttavia, non racconta una fiaba, ma la realtà di Napoli e il suo caldo risveglio.

“Video e canzone diventano una cosa sola” secondo Michelangelo Iossa, giornalista e critico musicale, intervenuto alla presentazione del videoclip. Presente, inoltre, all’evento anche il regista del progetto Michele Pesce, professionista napoletano.

Shara wounded shoulders

Shara, se dovessi usare solo tre definizioni per riassumere il tuo intero progetto…?
Direi che il mio brano parlerebbe di un Viaggio nella storia di Napoli, di Rinascimento napoletano  e di Riscatto, in quanto il Bene vincendo sul Male fa affiorare la nostra verità.

Pertanto la parola “risveglio” nel titolo si riferisce al rinascimento che la città sta vivendo?
Si, il senso di Risveglio c’è tutto e lo vedo come un vero e proprio rinascimento napoletano, nel senso più ampio del termine. Dall’aspetto sociale, a quello culturale, fino a quello economico.

Il video è stato girato in diverse location della città: cosa ha guidato la scelta dei luoghi?
Le location rappresentano il perno del mio lavoro: l’intento è quello di mostrare quanta arte e quanta storia vivono all’ombra di questa Partenope che si sta finalmente destando.

Tra le location abbiamo, ad esempio, l’archivio storico di Napoli, il quale è stato molto rappresentativo della storia del Regno delle due Sicilie. Un documento prezioso del nostro passato, che purtroppo non tutti conoscono.

Oltre l’amore per la tua città, c’è anche il tuo lavoro all’estero e i tuoi viaggi passati: cosa porteresti in “valigia” a Napoli? Cosa manca di importante a questa città?
A Londra ho sperimentato la “fiducia” alla creatività che qui manca. Lì non mi sono mai sentita dire ‘ sì, fai la cantante, ma qual è il tuo vero lavoro?’ .

In Italia e non solo a Napoli manca il concetto del ‘sogno’, ossia costruire qualcosa di concreto su ciò che amiamo fare. Inoltre all’estero affidano incarichi prestigiosi anche a persone di vent’anni,  purché  si mostrino capaci. Quindi in valigia mi porterei la meritocrazia e il senso del ‘tutto è possibile’ . Se ci credi veramente, le cose accadono.

Shara - angel in theatre

Qual è, se esiste, l’artista napoletano che ha più ispirato il tuo lavoro? ovviamente, non necessariamente cantante o musicista…

Napoli è ricca di artisti. E li amo tutti. A Napoli quando si fa arte, la si fa con la “a” maiuscola.

Quindi Totò e PeppinoPino Daniele e Troisi, Luisa Conte e Erri De luca. Potrei continuare all’infinito…

Le istituzioni hanno dato il patrocinio morale al tuo lavoro. E’ importante questa vicinanza. Tutti i cittadini dovrebbero sentirla, invece, soprattutto in periferia, si soffre dell’assenza delle istituzioni. Pensi che la musica, al contrario, può arrivare ovunque? Come?
La musica è condivisione. Attraverso essa si possono scambiare opinioni, progetti e idee. Il mio progetto “Vento del sud” aveva proprio questo scopo. Oggi è diventato, in effetti, una rubrica televisiva all’interno della trasmissione Mattina 9, in cui, assieme al mio compagno Salvatore Di Matteo, apriamo con molto piacere le porte ai colleghi e alle realtà che realizzano iniziative a sostegno della crescita di Napoli. Per quanto riguarda le istituzioni, sì esse dovrebbero essere più presenti perché è la sinergia tra le parti che crea una collettività felice.

Un’ultima curiosità (ritornando al videoclip): qual è la metafora delle cicatrici dietro la schiena che si vedono nel videoclip (e in foto)?
Le cicatrici sono ferite. Esse rappresentano ciò che ci è stato tolto e che invece siamo destinati ad avere, in quanto eredità di un popolo.

Shara presenterà il videoclip della sua nuova canzone in bellissime location di Napoli:

Sabato 13 Maggio ore 11.30
Complesso Monumentale si San Severo Al Pendino
Ingresso Via Duomo 286

Giovedì 18 maggio ore 21.00
CONCERTO VENTO DEL SUD
Teatro Il Primo Viale del Capricorno 4
per info 347/5523750

Domenica 21 Maggio ore 11.30
Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore
ingresso vico San Domenico Maggiore

Sabato 27 Maggio ore 16.00
Casina Pompeiana Villa Comunale di Napoli
ingresso da San Pasquale a Chiaia

Fonte:
http://www.vesuviolive.it/web-tv/media-video/194599-video-shara-lancia-il-bacio-del-risveglio-canto-il-rinascimento-napoletano-e-il-riscatto/

Shara, il vento del Sud negli occhi e nel cuore

A leggerla sembra la pagina sottratta ad un romanzo, ma è la bellissima recensione-intervista realizzata dalla giornalista e scrittrice Rossella Oricchio. Un testo da leggere tutto d’un fiato! 📖❤️

 

Intervista di Rossella Oricchio
Il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale (Marcel Proust). Ci sono donne che cantano e ci sono donne che incantano cantando. Incantano per la loro bellezza, per i modi di porsi, per l’ impegno profuso, per la volontà di amare quanto di bello esiste al mondo e renderlo visibile agli occhi e al cuore. Shara non parla, canta direttamente anche quando parla. Il timbro di voce è accattivante già quando apre bocca e la sua leggiadria, unita alla passione per la musica c’è tutta nella perenne volontà di rigenerarsi, rinnovarsi e mettersi in discussione. Shara (Sarah Ancarola) è una cantautrice che ama fortemente il nostro meridione, in special modo la terra lucana e Napoli. Sembra uscire da un mondo fiabesco che si è cucito addosso o meglio, un mondo reale che ha saputo rendere fiabesco, perché ha saputo restituire alla sua terra un quid di mistico, surreale, una sospensione tra ciò che si è e si vorrebbe essere. Shara, di padre lucano (di Calvello), ama incredibilmente e profondamente la terra lucana: è attaccata alle sue radici quasi da fondersi con essa e da volerne diventare una componente assoluta. Respira tutta la natura, si mischia trasformandosi in essa nelle alterne stagioni, stando ad ammirare un fiore che spunta o un tappeto d’erba che cresce, un iris come un girasole. Sembra abbracciare i misteri della natura e dell’ uomo nelle sue composizioni musicali, che hanno uno spirito concreto ed evanescente nello stesso tempo, come se, una volta scritte, destinasse la parole al vento e alla luce dei giorni. L’originalità dei suoi testi rimanda a parabole antiche e moderne, storie di uomini e donne che vogliono costruire la loro vita per farne un tesoro da donare al mondo. L’impegno culturale che versa nel suo repertorio musicale è ammirevole per una giovane donna che ama così tanto il suo territorio, tradizioni, usi e costumi compresi. Ciò che affascina è anche una mistura con la sua vita attuale, poiché ora come ora vive a Napoli. Affascina il suo voler creare continuamente un nodo con i posti e i luoghi che l’hanno generata e vista crescere. A Napoli avverte sicuramente una responsabilità in più, perché Napoli, si sa, è una città ricca di contraddizioni, sfumature, misteri, colori e linee d’ ombra. Ma Shara scioglie i suoi capelli al vento, quel vento del Sud che riscalda la pelle ma che talvolta riserva anche folate gelide. Shara non poteva non diventare un’artista. E’ stata una bambina che ha ascoltato i suoni, assaggiato i sapori e odorato i profumi della sua terra tanto da diventarne parte integrante, assorbendoli sulla sua pelle come gocce di profumo che non va più via. Avendo modo di conoscerla più da vicino, mi viene voglia di dire che è la perfezione fatta donna, anche con tutti i pregi e difetti che ognuno di noi può avere. Non solo è molto bella fuori, dalle linee sinuose e i tratti mediterranei ma è anche molto bella dentro, per la sua anima, che diventa un coro a due voci. Questo perché sente il bisogno di cantare per sé e per dare il suo messaggio al prossimo. Sarah è carica di sentimenti buoni: è votata al bello, al buono e al giusto della vita. Lunghi capelli biondi e occhi scuri, è altrettanto ricca di colori nella sua spiritualità. Ha studiato a Napoli presso l’ Università Popolare dello Spettacolo e oggi è ideatrice del progetto territoriale che prende il nome di “Terronian Project”. E’ impegnata culturalmente e socialmente non solo per la sua Napoli ma anche per un diffuso senso di giustizia che sente scivolare addosso prima delicatamente come un petalo di un fiore che ti accarezza e poi come una tromba che sveglia le coscienze più addormentate, più rassegnate e disincantate. Forte personalità unita a gentilezza, passione, affabilità, generosità, versatilità, professionalità, che si uniscono ad una sensibilità artistica, in un iter, una scia luminosa, in un programma di vita che si porta dietro da tempo e che si chiama musica. Si trasferisce a Londra all’inizio del 2007 per lanciare il suo primo album “Pranava Rainbow” da lei stessa scritto e composto interamente in lingua inglese. Una autoproduzione ricca di sonorità: dal pop al gospel fino alla world music, con un marcato riferimento al genere etnico. Il 2011 è un anno di svolta: Shara mette in campo un progetto che prende il nome di “Terronian Project” per porre in luce iniziative ed eventi per la promozione e valorizzazione del nostro Sud. “Terronian Project” nasce come simbolo di riconoscenza nei confronti di personaggi noti che hanno reso lustro alle terre del Sud e personaggi ancora non troppo visibili che operano al fine di valorizzare e rendere migliori i territori meridionali. Il suo ultimo e recentissimo album è Vento del Sud. “Giorno”, “Il bacio del risveglio” e “Vento del Sud” sono stralci poetici misti alle sonorità e alla sua voce unica. Ad assisterla con amore e dedizione nel suo percorso musicale e progettuale è il suo compagno: Salvatore Di Matteo, discendente da una storica famiglia di pizzaioli, una tradizione familiare che ha inizio nel 1936 ( la pizzeria si trova in Via Tribunali, nel cuore del centro storico di Napoli).

E’ la musica che ti ha scelto o tu hai scelto la musica?

Ci siamo scelte reciprocamente e innamorate perdutamente.

Come e quando è nata la tua passione per la musica?

A dodici anni ho avvertito un forte trasporto per la musica, per questa forma d’arte che mi ha letteralmente rapita, ma anche protetta e amata. Difatti fui scelta per incidere un disco natalizio in una sala di registrazione di Napoli. Precedentemente, quando correva l’anno 1987, fui colpita dal concerto della star Madonna a Torino: fui attirata dall’ immagine che dava di sé e dal fascino che emanava… La musica divenne mia amica verso i sedici anni e da allora ho ascoltato di tutto ma ho iniziato a scegliere in particolar modo la musica gospel e la musica che si avvicina al soul…

Quando e in che modo è iniziato, poi, il tuo percorso musicale?

Ho iniziato il mio percorso musicale attraverso collaborazioni con gruppi e band emergenti non solo sul territorio locale ma anche a livello nazionale. Tanto per intenderci, ho iniziato a collaborare con artisti del calibro di Enzo Gragnaniello e Sasà Mendoza. Molto importante è stato l’ incontro con Valerio Semplici dei Black Box e con Alfredo Petroli ( produttore discografico di Alexia). Con quest’ ultimo ci fu una rivisitazione del brano “Like a vergin” di Madonna.

Impegnata culturalmente e socialmente, hai dato vita al progetto “Terronian Project”: quali finalità intrinseche si propone?

Il progetto “Terronian Project” nasce nel 2011 dalla volontà di unire la musica alle eccellenze del Sud. Un progetto volto a promuovere il nostro Sud attraverso la valorizzazione e promozione di ogni forma d’eccellenza: dall’ arte al cinema all’artigianato ai prodotti gastronomici attraverso manifestazioni ed eventi. Per fare ciò ci avvaliamo della partecipazione di enti ed associazioni culturali, poiché è molto importante creare una sinergia che possa andare al cuore del progetto. Ad esempio, per gli eventi realizzati dalla nostra Associazione Terronian ci siamo avvalsi della collaborazione di realtà associative quali l’Associazione Base Condor, organizzazione che si occupa di volontariato e supporto in attività creative di Napoli, Slow Tour Campi Flegrei, la Fondazione In nome della Vita, Casa di Tonia. Per quanto riguarda la realizzazione dei miei videoclip ho voluto coinvolgere realtà del territorio al fine di dar luce alle stesse e mostrare quante tradizioni e quanta cultura è presente qui a Sud. Tra queste vorrei ricordare i Non solo Gospel, il Gruppo folkloristico della Città dei trulli di Alberobello, la Mart Dance Company del coreografo Marco Auggiero, l’Associazione Sante Spine di Ariano Irpino.

Durante il “Terronian Festival” del 2012 hai proposto per la prima volta il brano “Vento del Sud”… canzone che ha dato nome all’EP di 6 brani nel quale sono presenti 4 inediti più la versione spagnola di uno di essi e la cover del brano “Guardastelle” dell’artista Bungaro.

Ho voluto rendere omaggio ad un grande cantautore nonché “poeta” del meridione italiano, Bungaro. L’album vede la sua prima pubblicazione in rete il 26 Gennaio 2016. Credo nel Sud e credo in ogni forma d’arte che deve essere valorizzata. La nostra è una terra ricca di idee, menti creative e prodotti d’eccellenza…Questo lavoro ha visto la partecipazione di molti musicisti noti del panorama musicale italiano tra cui Pasquale Faggiano che ha arrangiato l’intero EP, il chitarrista Carlo Fimiani, il bassista Aldo Vigorito, il batterista Vittorio Riva, il bassista ed arrangiatore Gigi De Rienzo, il polistrumentista Flavio Gargano, il violinista Gennaro Desideri ed altri ancora.

Prossimo evento che ti vedrà protagonista?

Il 29 Aprile terrò un concerto presso il Teatro “Il Primo” di Napoli e a maggio, in occasione del Maggio dei Monumenti, presenterò il videoclip legato al brano “Il bacio del risveglio”, quarto ed ultimo singolo estratto dall’album “Vento del Sud”.

Quanto c’è di Calvello nella tua musica?

Tanto…c’è la natura, ci sono i boschi, i profumi della legna bruciata e del mosto, dell’ erba appena tagliata e, per i vicoli, il profumo del pane…

Quanto c’è di Napoli?

C’è tanto ugualmente ma con Napoli vivo un dualismo. Napoli è il bene e il male, è croce e delizia, è sacro e profano, è ricca di sfumature e contraddizioni che cerco di assorbire ogni volta, ripromettendomi di scoprirle e comprenderle sempre più.

Che cosa racconti nella tua musica?

L’amore assoluto per ogni aspetto della vita. L’ armonia e la spiritualità. Cerco, comunque, di coniugare l’immagine al suono: l’ aspetto e impatto visivo sono importanti quanto la potenza della musica.

Come ti definiresti come donna e come professionista?

Come donna, determinata, ambiziosa, tenace; come professionista, mi piace essere completa, sono una perfezionista, non ho limite di tempo per un progetto che mi vede coinvolta… Sono una sognatrice con la scorza delle donne del Sud.

Che cosa ti dà la musica?

Mi libera il cuore, perchè sono convinta che il canto non può passare per la testa ma per il cuore…

La vita è…

Un volo dove la distanza non pone limiti a niente e a nessuno…

http://www.shara.it
http://www.terronian.com

 

Fonte:
https://comunicareblog.wordpress.com/2017/04/21/shara-il-vento-del-sud-negli-occhi-e-nel-cuore/

Intervista per “NAPOLI UNDERGROUND”…

Intervista con Reika Hinch per la rassegna musicale “NAPOLI UNDERGROUND“… 📹📺🎶🎤
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Shara: «La musica va ascoltata con il cuore»

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By Marco Masciopinto

Infinito sei“, registrato tra Budapest e l’Italia,  è il nuovo singolo della cantautrice Shara, primo brano diffuso con l’etichetta indipendente Suono Libero Music di Nando Misuraca, e vuole essere uno spot positivo per l’incantevole Natura Lucana. Il Singolo “Infinito Sei” è Prodotto dalla Mediterranea ed arrangiato da Pasquale Faggiano ed è stato realizzato in collaborazione con musicisti del calibro di Gigi De RienzoCarlo FimianiFranco Gregorio.

Come nasce Infinito Sei?

«Questa canzone è nata subito dopo la scomparsa di mio padre. Ero lì chiusa nel mio silenzio a riflettere su tante cose, a cercare risposte. Quando qualcuno ci lascia solitamente viene da porsi tante domande, ci si ritrova a rivedere tutto il tratto di vita trascorso insieme a quella persona ed a immaginare, anche solo per pochi istanti, di riportare indietro le lancette del tempo. Il distacco da una persona cara non è mai semplice, non lo si accetta, anche se credo che quel filo invisibile che unisce le persone non si spezzi mai. Nel testo di questo brano c’è una frase a cui non tutti darebbero molta importanza – “Penetri mondi e attraversi destini e dentro ai miei sogni mi vieni a cercare…” – perché ormai ci hanno abituato a guardare il mondo e le cose solo con gli occhi e non più col cuore. Io, invece, sono sicura del fatto che incontrare chi non c’è più nel mondo dei sogni non sia solo il frutto di una elaborazione onirica, anzi, tutt’altro. Personalmente credo che stiamo tutti attualmente subendo un’intensa fase epocale di analfabetismo emotivo, negli ultimi tempi certi argomenti vengono quasi evitati perché la tendenza sociale che spinge ad essere a tutti i costi “vincenti” ci vieta di mostrare la parte più intima ed emozionale del nostro essere. Tutto questo si sta inevitabilmente ripercuotendo sulla nostra cultura ed ovviamente sulla nostra creatività, sulla composizione musicale e sull’arte in generale. Rimanendo in tema, certi tipi di musica bisognerebbe ascoltarli con lo spirito giusto, lontano dai rumori del mondo e dalla fretta che ci porta a correre fin dalle prime ore del mattino. Per evitare di non esser comprese ed in certi casi banalizzate, canzoni come “Infinito sei”, a mio avviso, vanno ascoltate con la stessa predisposizione di quando si va al cinema dove è d’obbligo concentrarsi per seguire la trama del film restando in silenzio. Oggi, invece, pare che certe regole le abbiamo dimenticate… la musica, per poter sortire il suo effetto, va ascoltata prima col cuore e poi con le orecchie».

Perchè hai scelto Calvello come location del videoclip e come mai Budapest per le sezioni d’archi comprese nel brano? 

«Perché solo in quel luogo il video poteva assumere l’aspetto che io volevo dargli e poter così comunicare l’intenzione giusta. Volevo che questo video comprendesse in sé sia l’aspetto fiabesco che quello prettamente legato alle immagini del mio passato. A Calvello ci sono tutti i miei ricordi d’infanzia, gli affetti familiari e le mie radici, ho vissuto quel luogo e quei boschi come fossero sempre stati intrisi di incanto e magia. Al finale mi sento soddisfatta in quanto credo di essere riuscita ad esprimere esattamente ciò che volevo e questo risultato lo devo anche grazie al supporto del regista, Michele Pesce, e del suo staff WeLike TheFish. Per quanto riguarda Budapest ci sono arrivata grazie al musicista ed arrangiatore Pasquale Faggiano che ha curato gli arrangiamenti di tutto il mio EP “Vento del Sud” nel quale è presente anche “Infinito sei”. Lui sapeva che volevo un’orchestra completa per questo brano e mi ha quindi proposto di collaborare con la Budapest Scoring Synphonic Orchestra con la quale lui aveva già lavorato in passato.  Per la realizzazione di questo brano devo inoltre ringraziare Flavio Gargano che ha colto perfettamente il mio mondo interiore e assecondato la mia passione per quello “disneyano”, lui si è occupato della scrittura delle sezioni orchestrali della song ed ha diretto l’orchestra durante le registrazioni tenute presso la Magyar Radio di Budapest».

Quali saranno i tuoi prossimi progetti? 

«Al momento sono ancora presa con la promozione di questo EP che terminerà col lancio dell’ultimo singolo inedito “Il bacio del risveglio”, dedicato a Napoli, e dell’omonimo videoclip. In pentola bollono molti progetti, tra questi ci sono dei concerti che partiranno la prossima primavera e sto già facendo l’occhiolino al prossimo album per il quale ho già scritto alcuni brani. Ma per ora preferisco non dire altro su questo nuovo lavoro discografico, è ancora tutto top secret!».

SHARA RACCONTA IL SUO “VENTO DEL SUD”

L’articolo realizzato da “TALENTI LUCANI” per lo spazio “Talenti” della piattaforma online PASSAGGIO A SUD

Copertina Vento del Sud cut

“Se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, gli occhi di Shara sono il mare limpido che bagna i mille territori della sua anima tra i quali spicca su tutti la musica.” Inizia così il racconto del percorso interiore della cantautrice Shara presente nella sua biografia. Un’artista dalla spiccata creatività, dal forte temperamento combattivo e profonda sostenitrice del “tutto può accadere” perché, come afferma lei stessa, “Nulla è impossibile a colui che ha fede!”. Di origini tutte meridionali, lucana da parte di padre e campana da parte di madre, Shara inizia a muovere i primi passi nel mondo della musica fin da giovanissima. Il coraggio e la determinazione, tenuti insieme da una buona dose di forza di volontà che da sempre la contraddistingue, hanno fatto sì che Shara riuscisse a superare i tanti ostacoli incontrati lungo il cammino e poter, così, pian piano affermare quel magico mondo di suoni e colori che le vive dentro. Per inseguire il suo sogno musicale nel 2007 si trasferisce a Londra dove rimarrà per circa un anno, un periodo in cui ha potuto vivere molte esperienze intense e formative, tra le tante c’è quella in teatro con il musical We Will Rock You, scritto dai Queen e Ben Elton. «Presi un volo di sola andata diretto verso Londra con l’idea di rimanere in quella metropoli fin quando non avessi dato una svolta alla mia vita. Partii con la speranza che Londra avrebbe potuto darmi l’opportunità che l’Italia non mi aveva dato, un contratto con una buona etichetta discografica intenzionata a promuovere il mio primo album “Pranava Rainbow” rivelatosi, al termine delle registrazioni, un’incantevole fusione tra i suoni e i colori del nuovo millennio e gli echi e i sapori del ritorno alle origini.» spiega Shara. Conclusasi l’esperienza londinese, il rientro di Shara in Italia segna una nuova fase creativa per l’artista. Dopo l’ideazione e la produzione di un format tv decide di dar vita ad un progetto legato al sociale con l’intenzione di mettere in luce tutte le eccellenze del sud provenienti da vari settori, un’ambiziosa iniziativa che porta il nome di Terronian Project nata proprio a seguito di ciò che aveva appreso in terra anglosassone. La prima iniziativa che ha preso vita in seno a questo ambizioso progetto è stato il Terronian Festival, una manifestazione durata 2 giorni che ha visto riunite insieme tante realtà d’eccellenza legate al Mezzogiorno italiano.  Ed è proprio con questo festival che l’artista “battezza” la prima edizione del Premio Eccellenze del Sud, un riconoscimento che nel giro di poco tempo diviene, inoltre, un vero e proprio marchio. Allo stesso tempo il mondo interiore di Shara fatto di note colorate si schiude nuovamente ritornando ad aprire le porte della più concreta quotidianità perché l’artista immagina per il Terronian Project anche una “colonna sonora” che avrebbe dovuto accompagnare le varie imprese ad esso legate. «L’idea di realizzare questo EP che porta il nome di Vento del Sud mi venne oltre tre anni fa mentre stavo organizzando delle attività legate al Terronian Project, il progetto socio-culturale che porto avanti dalla fine del 2011. Avevo scritto dei brani che parlavano del territorio meridionale, due di questi li realizzai appositamente per la prima manifestazione legata a questo progetto, mi riferisco al Terronian Festival, così decisi di riunirli tutti in un mini album quasi a voler suggellare il percorso intrapreso col Terronian Project che mira alla valorizzazione delle terre del sud. Ho sempre pensato che la musica sia il mezzo più veloce per veicolare un messaggio. Quando qualcosa risuona nell’anima in maniera forte e chiara, continua Shara – così come fanno le “radici” quando chiedono alla terra di far loro spazio, viene quasi automatico tradurre in note emozioni, pensieri e ricordi. “Vento del Sud”, il primo brano da me scritto per il Terronian Festival che ha poi dato nome all’EP, è nata in un pomeriggio in cui ripensavo ai momenti vissuti a Londra quando sentivo forte la mancanza dei miei affetti più cari e la lontananza della mia terra. Accostai quei momenti alle ultime circostanze di vita che stavo vivendo e magicamente, in pochi secondi, venne fuori il ritornello “Andare su con il vento del Sud…”. Di lì a poco avevo scritto l’intera canzone.»

Per Shara la musica è condivisione, è simbolo di unione tra le persone, è l’espressione di quel “regno chiamato alleanza” di cui lei canta nel singolo Vento del Sud. E questo suo modo di concepire la musica, oltre che la vita stessa, si sente attraverso l’intero lavoro. «Grazie a Vento del Sud – afferma l’artista – ho potuto sperimentare intensi momenti di collaborazione con musicisti di forte valore sia professionale che umano che hanno apportato al progetto un importante contributo per la ricercatezza operata nelle sonorità miscelate ai loro personali virtuosismi. Tra questi ci tengo a ricordare Pasquale Faggiano che ha curato gli arrangiamenti di tutto l’EP, Carlo Fimiani, Flavio Gargano, Antonio De Luise, Gigi De Rienzo, Simona Guida ed i Non Solo Gospel, Ivana Giugliano, Gennaro Desiderio ed il suo quartetto d’archi, Vittorio Riva e per finire la Budapest Scoring Symphonic Orchesta della Magyar Radio».
Un’autoproduzione, quella di Vento del Sud, che ha visto Shara coinvolta in tutte le sue fasi, sia in sala di registrazione che nell’ideazione e nella realizzazione dei videoclip.

«Al termine delle registrazioni dell’EP ho tenuto ad intensificare il forte messaggio che parla delle mie origini meridionali e di tutta l’energia racchiusa in questa terra accompagnando le sonorità dei 5 inediti con dei rispettivi video le cui immagini intense ed emblematiche illustrano al meglio tutte le bellezze, le eccellenze e le potenzialità di questo meraviglioso territorio. Gli elementi utilizzati nelle foto e nei video collegati all’intero progetto “Vento del Sud” sono tutti dei chiari riferimenti alla storia, alle leggende ed ai “frutti” di questa terra, al senso di regalità legato al Regno delle Due Sicilie ed al sentimento religioso che è fortemente radicato nel popolo meridionale. Tra le locations non sono quindi mancati luoghi che volevano essere dei veri e propri omaggi sia alla storia che alla tradizione ed al folklore di queste terre, ho voluto puntare i riflettori su località come Alberobello, Polignano a Mare, Napoli, Portici, i Campi Flegrei…  spiega l’artista – e sulla Basilicata, regione in cui ho vissuto la mia infanzia ed a cui sono molto legata per tanti ricordi, terra a cui lego la memoria di mio padre al quale ho voluto dedicare quest’intero lavoro discografico.» Ed in questo vero e proprio inno alle terre del Meridione italiano Shara ha voluto omaggiare anche la Lucania non soltanto con i boschi e gli antichi scorci di Calvello che fanno da sfondo al video di Infinito sei, il brano dedicato a suo padre, ma soprattutto con locations dove la storia e la bellezza di questa regione hanno contribuito a rafforzare il fascino ed il messaggio dei suoi videoclip. Infatti, alcune scene dei video musicali realizzati finora dall’artista, con la regia del filmmaker Michele Pesce, e legati a questo EP sono state ambientate in strutture meravigliose come la Cattedrale di Acerenza, presente nel video del brano Giorno ed in quello di Día (la versione spagnola di Giorno), ed in luoghi dal panorama mozzafiato come i Sassi di Matera ed il Cristo di Maratea, entrambi presenti nel videoclip di “Vento del Sud”. Ma il respiro di questo progetto è internazionale, infatti, il brano Giorno ed il relativo videoclip sono stati realizzati anche in lingua spagnola con il titolo di Día, canzone che aspira a “volare” oltre i limiti territoriali poiché, tra i vari riferimenti, essa volge anche lo sguardo al passato col fine di ricordare il legame che un tempo fu stretto tra la Spagna e l’antico Regno delle due Sicilie.

Premio Eccellenze del Sud 2016 smallIl Sud, un luogo che nel tempo ha visto alternarsi dominazioni di ogni genere, territorio depredato di arte e ricchezze ed a cui ancora si tenta di sottrarre per frenarne la crescita e tenerlo nell’ombra. «Il “vento” per me è sinonimo di cambiamento, – afferma Shara – quando lui soffia di certo le cose dopo il suo passaggio non sono mai più le stesse.  “Vento del Sud” per me rappresenta la consapevolezza che tutto il potenziale racchiuso in questa terra è simbolo di risorse a cui un intero paese può attingere, patrimonio e fucina di eccellenze dove una nazione come la nostra può cogliere l’impulso per una nuova rinascita.» 

FONTE:
http://www.talentilucani.it/shara-racconta-suo-vento-del-sud/